Ottanta che ti passa
15 Set
Tears For Fears - Mad World
15 Set
Tears For Fears - Mad World
Quando vai alle superiori, ed hai a disposizione una connessione ADSL flat e decisamente molto tempo libero, la cosa migliore che ti possa capitare online è imbatterti in una community di persone simili a te che sappia aprirti nuovi orizzonti e che sviluppi in te il piacere di fare qualcosa e di farla bene. Per me, come per molte altre giovani web-dipendenti italiane, quel luogo è stato lo Yume Studio Forum.
Lo Yume nasce circa 6 anni fa, grazie a Angy e Mirko, due giovani padovani con la passione per la pixel-art e la computer graphic. Fin dalla sua creazione, il tema perno del forum è il dolling, ovvero la creazione di disegni di figurette femminili (le dolls - o dollz - bambole, appunto) con la pixel art, attraverso l’utilizzo di programmi di grafica. Non nascondiamocelo: le bambine della mia generazione giocavano con il “Gira la moda“, ed il concetto del dolling ne riprende molti aspetti: si hanno delle basi, ovvero delle figure in posa, senza vestiti e senza capelli, che si vanno a vestire creando abitini e acconciature sempre diverse, combinando sapientemente i pixel con il proprio mouse, ottenendo sfumature e divertendosi ad utilizzare palette di colori adatte.
Si passavano pomeriggi ad armeggiare con Photoshop, e lo Yume Forum era un luogo dove pubblicare, nell’apposita gallery, le proprie creazioni, per ricevere commenti e suggerimenti, per scoprire nuovi basi, partecipare a contest, ma, soprattutto, per parlare con altre ragazze che condividevano questo hobby. Di veri e proprio capolavori di pixel art, lo Yume Forum ne ha visti tanti; “capolavori”, certo, in quanto per buona parte delle partecipanti al forum creare dolls era l’espressione di una vena creativa ed artistica indubbia, che ha visto in questo forum una buona palestra, ed un trampolino di lancio verso una carriera nel mondo dell’arte.
Col passare degli anni, molte (tra cui la sottoscritta), hanno “appeso il mouse al chiodo”, capendo che la pixel art è un arcano mistero, e che solo poche fortunate riescono a produrre opere degne di nota; ma anche di queste, poche hanno abbandonato il forum, e da questo hanno avuto comunque grande beneficio. Personalmente, dalla frequentazione di questo angolino online ho imparato ad usare Photoshop, ho preso dimestichezza con l’HTML (parte del “gioco” consisteva, infatti, nel pubblicare una propria Dolls House, ovvero sito-raccolta delle proprie dolls), ho capito cosa volevo fare nella vita. Per altre ragazze, allora adolescenti, la passione per il dolling è significato molto di più: scuole di fummetto e di illustrazione, un lavoro nel mondo della grafica e dell’arte, lo stringere stretti rapporti di amicizia.
Da qualche parte, quando si va alle superiori e si ha molto tempo libero, bisogna pur iniziare per capire quali siano davvero le proprie potenzialità, quale carriera di studi e di lavoro si potrebbe intraprendere, che tipo di persona si vuole diventare, anche nel rapporto con gli altri. E, scusate la retorica, ma è davvero così, per molte di noi, quel punto da cui partire è stato lo Yume.
13 Set
Da questa mattina sono ufficialmente una matricola del Corso di Laurea Specialistica in Editoria e Comunicazione Multimediale dell’Università di Pavia.
La prima mia prima immatricolazione risale al 2004, e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita dall’evoluzione che il sistema ha subito in questi anni. Innanzitutto, addio alla coda chilometrica e alla ressa in Segreteria Studenti: matricole della triennale (sì, i freschi diplomati che non sanno neanche da che parte sono girati) e navigate matricole della specialistica sono stati indirizzati a due diversi sportelli, in due diversi locali dell’ateneo. Inoltre, il grosso della procedura è stato smaltito online, tramite un apposito sistema che, stranamente, non pare essersi bloccato.
La sopresa più grande l’ho comunque avuta questa mattina; armata di stampa della ricevuta di avvenuto compilazione del modulo online, di fotocopia dei documenti e di tanta pazienza, arrivo al mio sportello. Un’occhiata ai miei dati, e sono spedita ad una postazione con pc e webcam proprio mentre inizio a pensare “Ma non serviranno mica le fototessere?“. Torno allo sportello, e la giovane impiegata stringe tra le mani il mio nuovo libretto, a cui sta applicando l’etichetta adesiva con la mia fotografia appena scattata ed il mio numero di matricola. “Già faaatto?!“, mi è venuto da dire, da buona figlia degli anni ‘80.
Un libretto tristemente intonso, dopo i 33 esami che ho sostenuto per la laurea triennale, ma con un formato, un colore ed una grafica totalmente nuovi, il che per Pavia è abbastanza una notizia da prima pagina…se “La Provincia Pavese” non dedicasse questo spazio unicamente a sanguinolenti fatti di cronaca, ovviamente.
13 Set
Appena nato, questo blog sembrava già sparito! Puntuale, un errore del server si è intromesso proprio la sera della sua pubbicazione! Temevo già che WordPress mi avesse voltato le spalle…invece, eccolo qui,di nuovo, e spero a lungo!
11 Set
Voglio inaugurare questo blog segnalando un altro blog da poco online, ovvero quello di Italian Web Design, iniziativa lanciata da Lauryn con il (lodevole) intento di creare un punto di ritrovo, confronto e crescita per i professionisti e gli appassionati del mondo del web design.
La sensazione che “l’erba del vicino fosse più verde”, ovvero che le community di web designer di altre nazionalità (in primis quella statunitense, naturalmente), mi si è presentata spesso nei miei vagabondaggi online in cerca di tutorials, notizie ed ispirazione.
A differenza di altre iniziative, IWD è secondo me partita con il piede migliore: l’esperienza di Lauryn riguardo alle problematiche e ai dubbi di chi percorre queste carriera, accumulata in prima persona durante la sua attività di web designer, ma anche dal confronto con altri colleghi ed appassionati nell’accogliente forum da lei ospitato, è stata la chiave di una progettazione efficace ed accattivante di questa comunità.
Grafica all’ultima moda, temi di attualità (come lo sviluppo di layout tabless e l’ottimizzazione dei CSS), segnalazione di risorse utili e l’assegnazione settimanale dell’IWD Awards a siti nostrani che si mettano in evidenza per bellezza ed efficacia, sono solo i punti di partenza di una community che, spero vivamente, crescerà e consentirà, a noi web designer tricolore, di sentirci al passo con i nostri cugini stranieri.